Pencak Silat Cidepok

Antica e mistica arte marziale originaria dell'isola di Bali, dove "CI" è il suffisso relativo alla zona geografica e "DEPOK" individua l'inconfondibile posizione adottata dal corpo del praticante durante il combattimento, si presenta come la perfetta sintesi delle tecniche di percussione di braccia e gambe, di proiezione, di leve articolari, di posizioni particolari del corpo che mirano a confondere e disorientare uno o più avversari, anche se armati.

Nato per la sopravvivenza, il Silat Cidepok conserva ancor oggi il sapore guerriero che fa di questa disciplina una delle più pericolose e micidiali. Avvolta nella più assoluta segretezza, solo pochi possono accedere ai livelli profondi di quest’arte che rischia di scomparire perché non ha voluto cedere alle lusinghe dell’aspetto sportivo e della divulgazione di massa.
Un insegnamento unico quanto raro che affonda le proprie radici negli antichi e mistici regni indù dell'Indonesia: una pratica antica di secoli dove spiritualità ed efficacia si fondono in un cammino di ricerca dell'“eccellenza” che dura tutta la vita.L’ apprendimento dell’arte si sviluppa attraverso una serie di elementi che costituiscono la struttura del Silat Cidepok. Sono:

  • Djurus: la “via” di apprendimento dell'arte. Brevi sequenze di movimenti che raccolgono i principi del combattimento efficiente. Vere e proprie “formule matematiche” che racchiudono i segreti dello stile.
  • Langkah: gli spostamenti nello spazio. Il così detto footwork. Posizioni e passi che sviluppano coordinazione e fluidità dando vita ad un movimento “intelligente”.
  • Dasàr: i fondamentali. Le catene di colpi ed i diversi atteggiamenti della mano nel percuotere il corpo dell'avversario. I vari attacchi di mano o di piede con i relativi bersagli preferenziali.
  • Bungà: il “frutto”. Le applicazioni tecniche “nascoste” all'interno dei movimenti eseguiti nei djurus. Proiezioni, sbilanciamenti, finalizzazioni al suolo, intrappolamenti e quant'altro serve a controllare uno o più aggressori, anche armati.
  • Tarì Tangàn: la “danza delle mani”. Esercizi di sensibilità e coordinazione necessari ad apprendere il giusto modo di intercettare e respingere con fluidità gli attacchi dell'avversario, che siano di mano o di piede.
  • Tecniche Orientali Di Movimento: utilizzate nel riscaldamento. Movimenti fluidi e morbidi che hanno il compito di “risvegliare” dolcemente il corpo e prepararlo alla pratica del Pencak Silat.
  • Armi: essendo un'arte marziale tradizionale forgiatasi sui campi di battaglia del sud-est asiatico nel corso di secoli di conflitti

descrizone presa dal sito: http://www.federazioneisam.it

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