“EveryBody was Kung-Fu fighting”

La storia del Kung-Fu e il significato del termine stesso, sono tutte informazioni poco attendibili.
Della storia per esempio, non si sa molto.  Ha certamente origini antiche, e le notizie che si possono ricavare dalla tradizione orale, da una generazione all'altra, non permettono di  scindere i fatti dalla fantasia.
E' documentato, cioè realmente accaduto, che in talune occasioni sia stato utilizzato il Kung-fu (ma anche altre arti marziali) per combattere nelle guerriglie.
Un esempio è “La ribellione dei Boxers” avvenuta in Cina (2 novembre 1899  al 7 settembre 1901) in cui un gran numero di cinesi insorsero contro le potenze straniere, insidiatesi sul territorio e che scatenarono l'ira prima dei Boxers (termine con cui erano stati identificati dagli Occidentali i cinesi che praticavano il Kung-Fu) e poi dei contadini senza terra, dei carrettieri, degli artigiani e di ex soldati. Il motivo principale di questa ribellione fu il mancato rispetto delle tradizioni cinesi come l'istallazione di una ferrovia senza seguire le regole del “Feng Shui” o l'ostinato volere dei preti cattolici di convertire i cinesi nella loro religione. La cosa particolare che colpisce è come il Kung- Fu fosse così radicato nella cultura che chi più chi meno, sapeva praticarlo.
Il significato del termine è un significato generico la traduzione sarebbe: “esercizio eseguito con abilità”, ma questo perchè probabilmente fa riferimento al termine “wǔshù” che significa:  “wǔ” spedizione militare, guerra; e “shù” che significa tecnica, metodo, arte. Da qui è deducibile perchè si dica “arte marziale”.
Il Kung-Fu è una delle arti marziali cinesi più antiche, che come altre discipline, conferisce nell'individuo che lo pratica a livello fisico, un'agilità e una coordinazione maggiore, rendendo i muscoli elastici e le articolazioni flessibili, e, a livello psicologico una grande forza mentale, facendo sentire l'uomo sempre pronto in qualsiasi circostanza. Migliora dunque l'autostima. 
Questo miglioramento della percezione di sé è sicuramente il frutto dell'impegno costante e della fatica.
Il Kung-Fu deve esser percepito e visto come una scala con molti gradini, per questo sono molto importanti due elementi: la guida di un maestro e la pratica quotidiana. La scala bisogna salirla e per farlo  si deve comprendere il Kung-Fu con il proprio corpo, ovvero esercitarsi costantemente affinché il corpo assimili gli esercizi, bisogna saper amare il Kung-Fu e comprenderlo con la mente perché si deve capire il significato dei singoli movimenti.
In questo processo di crescita si possono individuare tre stadi, che corrispondono a tre diverse forme di energia interiore:

  • “Ching” (= essenza): è il livello in cui si si apprende l'esecuzione dei movimenti e le posizioni corrette.
  • “Ch'i” (= energia interna):  è il livello nel quale si impara a far fluire l’energia interiore (il Ch’i), raggiungendo così una reale efficacia nelle tecniche.
  • “Shen” (= energia mentale o spirituale): questo livello rappresenta la sommità della scala; a questo livello il praticante e il Kung Fu si fondono diventando una cosa sola.

Anche il maestro deve applicarsi e seguire dei principi fondamentali:

  • Il maestro deve preoccuparsi della salute dei suoi allievi.
  • Il maestro deve aiutare gli allievi a salire la scala.
  • Il maestro deve cercare di far diventare i suoi allievi bravi maestri.

Proverbio cinese: “Il Kung fu non tradirà mai il cuore dell'uomo”.

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